Anita nasce a Sant'Antonio di Aradolo, una piccola frazione di Borgo San Dalmazzo a 1.000 metri di altitudine.
Seconda di sei figli, a diciassette anni è la prima a trovare il papà deceduto per un incidente da arma da fuoco (il papà era sottufficiale delle guardie forestali).
A seguito della perdita del padre – e pochi anni dopo anche della madre – la fame diventa la triste compagna di tutta la famiglia, di cui il più giovane aveva appena due anni.
Anita va perciò a lavorare da una famiglia aristocratica di Torino, i marchesi di Sambuy, dove fa la servetta, come allora si diceva; data però la sua indole seria, laboriosa, affidabile e gentile, a poco a poco migliora la sua posizione sociale: nel 1938, in qualità di cuoca personale e capo della servitù della marchesa, quest'ultima a sua volta divenuta dama di compagnia della regina, vive al Quirinale, dove risiedevano allora i reali e oggi risiede il Presidente della Repubblica.
In quel periodo – che definiva sempre il più felice della sua vita - vive nell'ambiente della corte reale, anche se ovviamente in una posizione subordinata: una posizione comunque ovattata, quasi esclusivamente femminile, priva di preoccupazioni di sorta e lontana dalla politica, con la figura della regina che domina su tutti.
In quel momento riesce a perorare la causa di molti concittadini sulle questioni più varie.
Dal 1943, dopo la fuga dei reali e della marchesa di Sambuy da Roma, torna a Borgo San Dalmazzo e, dopo la guerra, scomparso quel mondo che lei alla fine aveva molto amato, va a Torino dove, con due sorelle, apre prima uno, poi due negozi di abbigliamento, fino alla pensione.
La vita a corte le aveva insegnato “le buone maniere” e l'importanza dello studio, che ha cercato di trasmettere con enorme generosità prima ai fratelli minori, insistendo perché continuassero gli studi, e poi a tutti i nipoti, aiutando tutti finanziariamente nei momenti difficili con estrema generosità ed altruismo.
Non l'abbiamo mai sentita lamentarsi di nulla e di nessuno e sempre ha dimostrato una profonda e straordinaria consapevolezza della brevità e dell'importanza della vita, che ha saputo vivere con profonda religiosità e con grande e gioiosa umanità.