Questa è la storia di Maddalena
Questa donna ha lasciato un segno perché… con la sua generosità ed abnegazione ha aiutato tre ebrei a salvarsi durante il periodo delle persecuzioni nazifasciste.
Questa è la storia di Maddalena, detta Nella una ragazza di ventitre anni, che nel 1943 gestiva insieme alla mamma l'albergo “Il Cavallo Rosso” a Borgo San Dalmazzo, quando nel settembre dello stesso anno conobbe un ragazzo Walter Marx, sua madre e suo cugino e li ospitò nel suo albergo quando essi vi giunsero dopo aver attraversato le Alpi da St. Martin-Vesubie.
Quando arrivò il proclama tedesco che ordinava a tutti gli stranieri di presentarsi alla caserma degli Alpini, pena la fucilazione immediata degli stessi e di coloro i quali avessero ospitato tali persone, Walter e la sua famiglia furono costretti a lasciare l'albergo e raggiungere la caserma che nel frattempo era stata trasformata in un campo di concentramento.
Diverse settimane più tardi Nella venne a sapere che quel ragazzo che aveva ospitato all'albergo si era gravemente ferito durante il lavoro al campo ed era stato ricoverato all'Ospedale Santa Croce di Cuneo, e decise di andare a trovarlo in modo tale da poterne riferire notizie alla madre.
Qualche giorno dopo il direttore dell'ospedale avvisò Walter ed altri due ebrei che i tedeschi avevano chiesto il loro trasferimento, e li incoraggiò a fuggire; dopo nove giorni, e dopo un inutile viaggio a Genova, i tre ragazzi si ritrovarono nuovamente al “Cavallo Rosso”; di nuovo, Nella non si fece alcun scrupolo ad accoglierli, nonostante l'albergo fosse frequentato costantemente dai fascisti che lì mangiavano e dormivano. Per qualche giorno li nascose in uno sgabuzzino, poi si adoperò a trovar loro una sistemazione più sicura, così si recò da don Viale per chiedergli aiuto e consiglio. Di lì a poco due furono condotti al sanatorio di Robilante e Walter fu accompagnato da Nella a Demonte, dove conobbe i partigiani della Valle Stura. Da quel momento i due ragazzi non seppero più nulla l'uno dell'altra.
Nella cedette l'attività, si sposò e si trasferì a Cuneo, mentre Walter, sopravvissuto alle persecuzioni, si trasferì a New York, dove anch'egli formò una famiglia.
Solo dopo cinquantacinque lunghi anni i due hanno avuto la possibilità di riabbracciarsi, quando, nel settembre del 1998 è stata inaugurata a Borgo San Dalmazzo una stele in ricordo del campo di concentramento. Da allora sono rimasti in stretto contatto, periodicamente Walter si reca a Cuneo con la moglie e Nella è gia andata a trovarli a New York.
Il trenta aprile di quest'anno Nella è stata insignita di un riconoscimento ufficiale a nome della Comunità Ebraica di Torino per l'aiuto prestato agli ebrei nel periodo delle persecuzioni razziali nazifasciste protrattesi dal 1943 al 1945, e proprio il suo amico Walter ha avuto il piacere e l'onore di consegnarle la pergamena ed esprimerle ancora una volta la sua profonda gratitudine per aver rischiato la propria vita ed averla messa a disposizione dei perseguitati ebrei.

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