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La storia di Rosa M. raccontata dalla figlia Emanuela

La noia non l'ha mai conosciuta e l'assale ora solo se non può fare nulla, ma appena può riprende la maglia almeno. Allevata con tutte le abilità del ricamo, del cucito, tombolo, chiacchierino, oltre lo studio e abilità maschili dal padre.

La memoria sposta il suo cono di luce all'indietro ed evidenzia gli eventi iniziali della lunga vita di una piccola-grande donna come la mamma.

Grandi occhi verdeazzurro, chioma nera presto diventata argentea, ma folta ancora oggi che ha appena compiuto novantadue anni e di cui va ancora orgogliosa.

La sua carriera di insegnante elementare, dipanatasi per oltre quarant'anni, attraverso sedi oggi ormai obsolete e ritenute fuori dal mondo globalizzato. Ogni tanto mi ricorda ancora la sua intensa soddisfazione dell'OTTIMO assegnatole dal suo superiore in visita e certo fa spuntare un sorriso di compartecipazione un poco tollerante in tutti noi che l'ascoltiamo. Però è certamente difficile riportare nella sua cornice reale in senso geografico, culturale, temporale esperienze che alle generazioni successive appaiono fuori dal tempo, quasi in una realtà di fantascienza invertita.

Quando nella sede assegnatale di Elva, il Comune più alto della Provincia Granda (mi pare) che ancora ha collegamenti stradali che è eufemistico definire…panoramici. In un giorno di pochi anni orsono, lassù, con uno studioso triestino per vedere il ciclo di Hans Clemens, con un giovane collega al volante, una nevicata imprevista mi ha fatto desiderare di non esserci arrampicati fino là, nonostante la bellezza unica del sito!. Eppure tanti decenni prima la conca ampia, ben esposta, ricca di acque e di ricche committenze come risulta ancora dalle affascinanti tracce lasciate da un pittore fiammingo, attivo nel ‘400 presso la colta e francesizzante  nobiltà saluzzese.

Le sedi scolastiche tra capoluogo e frazioni erano tre, mi sembra, quindi c'era vista lassù tra coltivazioni ed attività tipiche come quella dell'imprenditoria locale portata fino a Londra dai fornitori di capelli femminili lunghi e forti, particolarmente ricercati per le parrucche inglesi.

L'anno scolastico però causava l'isolamento completo di insegnanti, tutte donne, dai loro nuclei famigliari, anche per tre mesi consecutivi! Con regime alimentare a base di patate e polenta e la fuga ai paesi della vallata ai disgeli con traversate di chilometri in costa, sciando su assi di botte fissati con fil di ferro, accompagnate magari dagli allievi più grandi. Tutto questo per poi risalire con mezzi avventurosi su tracciati stradali così pericolosi da ricevere la diffida in chiesa dal prete officiante! Anche, però, oltre che per riprendere regolare servizio, per rifornire gli abitanti delle medicine indispensabili che suo papà farmacista, trasferitosi da Torino a San Damiano Macra, per amore del paesaggio particolare, preparava in modo attento e che lei, attaccatissima al papà, risaliva a distribuire con un servizio di assistenza, oltre che culturale, già impegnativo e faticoso per un uomo: invece lei era giovane, piccola e piena di entusiasmo!

Angela C.
Anita L.
Anna F.
Beatrice S.
Caterina B.
Ester M.
Francesca C.
Katia B.
Lidia
Lucia
Maddalena
Margherita
Maria B.
Maria Teresa
Marina C.
Nadia G.
Nina O.
Rosa M.

 

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